Chi sono
Ho sempre saputo dove mettere le cose.
Da bambina il mio passatempo preferito era districare le matassine di filo che mia nonna usava per ricamare: sciogliendo un nodo alla volta, con pazienza e tenacia. Non lo facevo perché dovevo: lo facevo perché mi piaceva. Vedere il caos diventare ordine mi calmava.
Ho studiato architettura a Genova, la mia città, anche se da un po’ vivo a Venezia. Ho lavorato per quindici anni come producer nel mondo dello spettacolo dal vivo, un mondo in cui organizzare non è un’opzione: è sopravvivenza. Poi, nel 2009, durante un viaggio a New York, ho scoperto che esisteva una professione per fare esattamente quello che avevo sempre fatto per tutti: mettere ordine nelle case, nei traslochi, nelle eredità, nelle vite.
Non ho avuto dubbi. Sono tornata in Italia e ho iniziato.
La professione
All’epoca in Italia la figura del professional organizer non esisteva. Così nel 2013, insieme ad altre due colleghe, ho fondato APOI Associazione Professional Organizers Italia, prima associazione di categoria nel paese. Ne sono stata vicepresidente per oltre dieci anni.
Sono vicepresidente del CdA di Organizzare Italia, unica impresa in Italia dedicata al professional organizing e insegno nei corsi di formazione e specializzazione per chi vuole fare questo lavoro. Mi piace pensare che stiamo costruendo una professione insieme, una persona alla volta.
Ho collaborato con il Comune di Bologna e il Distretto Sanitario di Merano per la divulgazione e la formazione sul disturbo d’accumulo. Lavoro con privati in Italia e all’estero, in presenza e a distanza. Con chi si trasferisce da un paese all’altro. Con chi sente che il disordine ha preso il sopravvento e non sa più da dove ricominciare.
La specializzazione
Durante il viaggio a New York ho scoperto la storia di Homer e Langley Collyer, due fratelli dell’aristocrazia cittadina trovati morti nella loro abitazione, sepolti sotto 140 tonnellate di oggetti. Era il 1948 e quello è stato il primo caso documentato di disturbo da accumulo. Quella storia mi ha impressionato. Ho capito che dietro il disordine, a volte, c’è qualcosa di molto più complesso della pigrizia o della mancanza di tempo, e ho iniziato a leggere e studiare tutto quello che trovavo sull’argomento.
Nel 2015 ho incontrato il Dott. Alessandro Marcengo del Centro Clinico Crocetta di Torino, psicoterapeuta specializzato in questo ambito, e insieme abbiamo organizzato il primo percorso di formazione in Italia per professional organizer sulla disorganizzazione cronica. Nel 2018 sono diventata membro dell’Institute for Challenging Disorganization, scuola americana specializzata in disturbo da accumulo, disorganizzazione cronica e ADHD negli adulti. Faccio parte del Comitato Internazionale di cui sono Ambassador per l’Italia e ho tradotto in italiano tutte le risorse gratuite dell’istituto. Nel 2022 ho ricevuto il Premio Judith Kolberg per il contributo alla divulgazione della professione.
Il mio approccio non è fare le cose al posto tuo. È lavorare fianco a fianco, spiegarti il perché di ogni scelta, trasferirti un metodo che funziona ancora quando me ne sono andata.
Ho una passione per l’architettura, per i Beatles e per i bassotti con la barba. Credo nel cambiamento come opportunità, nella forza delle donne e nei rossetti rossi.